Per il 30 Novembre è in programma una gita pomeridiana presso il Cimitero Monumentale di Milano, visita la pagina dedicata.

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Il 3 dicembre 2021, inauguriamo con il tema “Rapporti Famigliari”, la nuova attività presso La Rizzada, il Cineforum.
Ecco i film che abbiamo in programma:

Trama:
La vita della sedicenne Miranda non è certo facile: abbandonata dalla madre, col padre Charlie ricoverato in ospedale psichiatrico, è stata costretta ad interrompere gli studi e si mantiene col suo lavoro in un fast-food. Quando Charlie esce dall’ospedale e viene a vivere con lei, Miranda riallaccia finalmente i rapporti col padre e finisce per lasciarsi conquistare dalla simpatica quanto lucida follia paterna e dalla sua ossessione riguardante un antico tesoro spagnolo che, stando a Charlie, sarebbe sepolto sotto un vicino centro commerciale.
Film al contempo ironico e commovente sull’amore tra padre e figlia, venne presentato al Sundance Festival del 2007

Trama:
Berlino Est, 1989. Christiane, fervente sostenitrice del comunismo, vedendo suo figlio Alex arrestato dalla polizia durante una manifestazione antigovernativa, ha un infarto e finisce in coma. Quando finalmente riprende conoscenza, i medici mettono in guardia Alex e la sorella Ariane: un’emozione troppo intensa potrebbe esserle fatale. Nel frattempo, però, il Muro di Berlino è caduto e le due Germanie stanno per riunificarsi. Per proteggere la madre, Alex, insieme all’amico Denis e con mezzi di fortuna, inizia a girare dei finti telegiornali, da mostrare alla madre, dove la Storia ha preso un altro corso….
Film al contempo ironico e toccante, ha vinto numerosi premi (Berlino, European Film Awards, César, Goya, etc.)

Trama:
Chu, vedovo e chef di successo prossimo alla pensione, vive insieme alle tre figlie nubili: Jia-Jen, professoressa di chimica, Jia-Chien, manager di compagnia aerea, e Jia-Ning, studentessa. Tradizione di famigia sono i pranzi della domenica, dei veri e propri banchetti preparati con amore dal vecchio Chu. A stravolgere questa placida esistenza irromperà, incontenibile, l’amore.
Film che coniuga con maestria lievità, commedia e riflessioni profonde (il titolo stesso è una citazione di Confucio), è stato in concorso al Festival di Cannes del 1994 nonché nominato all’Oscar come miglior film straniero l’anno successivo.

Trama:
In una vecchia casa di una città di mare, vivono da sole tre sorelle: Sachi, Yoshino e Chika (rispettivamente, di 29,22 e 19 anni), il cui padre le ha abbandonate 15 anni prima. In occasione del suo funerale, le ragazze scoprono di avere una sorellastra quattordicenne, Suzu, che accetta volentieri l’invito ad andare a vivere con loro.
Film poetico, dolce e commovente, in concorso al Festival di Cannes del 2015.
Martedì 23 novembre riprenderanno i corsi di ballo di gruppo: vai alla pagina dedicata.
Lunedì 4 ottobre riprenderanno i corsi di ginnastica: vai alla pagina dedicata.
Il 5 ottobre riprenderanno di corsi di AcquaGym: vai alla pagina dedicata.
Soggiorno in Sardegna programmato dal 20 al 29 settembre: vai alla pagina dedicata.
Soggiorno in Calabria programmato dal 4 al 18 settembre: vai alla pagina dedicata.
Tour a Firenze programmato per i giorni 25/26/27 giugno: vai alla pagina dedicata.
Cartolina postale della seconda metà degli anni sessanta, la dicitura Piazza Fiume è errata

Tutte le testate giornalistiche, tutte indistintamente, hanno commentato l’uscita dell’Esortazione post−sinodale Querida Amazonìa con la questione del celibato dei preti che, rispetto al dramma e alla posta in gioco della situazione amazzonica, è davvero marginale.
Un peccato, un’occasione perduta, quanto meno una mancanza di rispetto verso le persone che vivono situazioni drammatiche in quell’immenso continente verde e mendicano l’attenzione del mondo. Ora, siccome nei giorni scorsi mi sono ritrovato a parlare e scrivere di Querida Amazonia, posso finalmente affrontare anche il tema della legge del celibato che non è legge divina mentre lo è l’eucarestia consegnata alla comunità cristiana e della quale nessuno dovrebbe essere privato.
Facendo mia la proposta di José lgnacio González Faus, un anziano (87 anni) gesuita spagnolo che ha scritto una lettera aperta al Papa: “Nella tua curia romana, fratello Francesco, ci sono legioni di presbiteri che vivono nel celibato e non hanno praticamente alcun lavoro ministeriale. Molti di loro sono anche vescovi senza chiesa, contro l’esplicito divieto del concilio di Caledonia (già nel 451). Si tenta di eludere questo divieto assegnando loro una chiesa inesistente. ll che sembra una vera ipocrisia, che già Benedetto XVl voleva eliminare, ma la curia non lo ha permesso. Ebbene, sarebbe così assurdo inviare tutti questi preti celibi della Curia nelle regioni perdute del Brasile, del Perù, del Ciad o di Tehuantepec, in modo che quei cristiani possano vedere adempiuto il loro diritto di celebrare l’Eucaristia? La curia romana potrebbe essere occupata da fedeli laici (anche “viri probati”), sposati e padri di famiglia. Perché nessuna legge ecclesiastica richiede il celibato per essere un impiegato, indipendentemente da quanto sia importante o sacro quest’ufficio.
Sarebbero eccellenti “burocrati cristiani” (secondo l’espressione rassegnata e umoristica di un fratello nostro gesuita, che ha trascorso tutta la sua vita come segretario degli uni e degli altri)”.